Quintegia presenta i risultati del New Brand Observatory 2026: nel complesso i new brand arriveranno a 33, contro i 48 previsti in Europa. Nei cinque principali mercati del continente l’Italia è il Paese con il maggior numero di punti vendita dedicati ai nuovi marchi.
Secondo il New Brand Observatory, lo studio di Quintegia presentato durante l’Automotive Dealer Day, nel 2026 i nuovi marchi auto attivi in Italia sono 22, a fronte dei 18 rilevati nel 2025. Entro il 2030 il loro numero è destinato a salire ad almeno 33 brand, con ulteriori 11 ingressi attesi già a partire dai prossimi mesi. Il mercato automobilistico italiano si apre sempre di più ai marchi emergenti e si conferma uno dei principali laboratori europei per l’ingresso di nuovi costruttori.
Fra i marchi che già quest’anno si preparano a essere commercializzati nel nostro Paese ci sono Changan, Chery, Denza, Genesis, Hongqi, Lepas e Zeekr, a conferma di una crescente pressione competitiva soprattutto da parte dei costruttori asiatici.
Attualmente il panorama dei nuovi brand presenti in Italia comprende MG (SAIC Motor), BYD, Omoda-Jaecoo (Gruppo Chery), Leapmotor (Stellantis), EVO, Sportequipe, Tiger, ICH-X (DR Automobiles Group), Lynk&Co, Polestar, Geely (Gruppo Geely), EMC, DFSK, SWM, KGM, Xpeng, Ineos, Dongfeng, Voyah, Forthing, Cirelli.
L’offerta dei new brand
L’espansione dei nuovi marchi avviene in un mercato già altamente frammentato. Nel 2025 sono infatti 30 i marchi storici che detengono almeno lo 0,5% di quota di mercato in Italia. Parallelamente prosegue il consolidamento della distribuzione: i Top 50 Dealer Group italiani rappresentano oltre il 30% delle vendite nazionali.
Sul fronte commerciale, i nuovi marchi continuano a concentrarsi soprattutto nei segmenti C-SUV e D-SUV. In Italia sono disponibili circa 20 modelli termici e altri 15 modelli NEV (New Energy Vehicle) in ciascuno dei due segmenti. A livello europeo, nei medesimi segmenti, l’offerta elettrificata sale fino a 20-25 modelli.
Ampia anche la forbice di prezzo. I modelli NEV dei marchi emergenti partono da un listino di circa 25 mila euro per un C-SUV e da 28 mila euro per un D-SUV, fino a raggiungere rispettivamente 56 mila e 70 mila euro nelle configurazioni di fascia più alta.
La rete distributiva in Italia
La crescita dei nuovi brand è accompagnata dall’espansione della rete distributiva. In Italia, nel 2026, le aziende concessionarie che rappresentano marchi emergenti nell’attività di vendita sono 580, per un totale di circa 1.500 punti vendita. Il dato segna un incremento di oltre il 60% rispetto all’anno precedente.
Nel complesso, oltre 900 imprenditori concessionari auto operano sul mercato italiano: il 58% commercializza almeno un nuovo marchio emergente, quota in crescita rispetto al 46% del 2025. Gli imprenditori che rappresentano contemporaneamente marchi legacy e new brand salgono al 40%, mentre quelli focalizzati esclusivamente sui marchi storici scendono dal 54% al 42%.
I mercati europei
L’Italia è oggi il mercato europeo con il maggior numero di punti vendita riconducibili ai nuovi marchi. Nei cinque principali mercati europei le insegne dedicate ai brand emergenti superano quota 4.200: circa 1.500 sono in Italia, oltre 800 in Regno Unito e Spagna, circa 600 in Germania e 500 in Francia.
Nei cinque principali mercati europei la quota di mercato dei new brand è cresciuta nel 2025 a velocità doppia: i Paesi più attrattivi per i nuovi marchi sono UK e Spagna, che superano le due cifre percentuali, con market share, rispettivamente, del 10,8% e del 10,5%, a seguire l’Italia con il 7,6%. Al contrario i mercati più sfidanti da conquistare risultano essere la Francia con una quota del 3,7% e la Germania con il 2,5%.
Nel complesso, secondo Automotive EYES – la mappatura dinamica delle reti autorizzate europee – i dealer italiani arrivano a rappresentare in media un marchio in più per azienda rispetto agli altri principali mercati europei. Tuttavia, Spagna e UK riescono ad esprimere delle vendite medie per i new brand rispettivamente pari al doppio e a più del triplo rispetto all’Italia. Questo può significare sia che il potenziale per l’Italia è destinato a crescere, sia che possa essere utile rifocalizzare il portafoglio marchi dei concessionari, con valutazioni di compatibilità dei marchi rappresentati rispetto al posizionamento riconosciuto al dealer nel territorio.
L’approccio della clientela
Anche sul fronte della domanda il mercato italiano mostra segnali di apertura. Secondo l’Automotive Customer Study 2026 di Quintegia, il 47% degli acquirenti italiani di auto nuove dichiara interesse verso i nuovi marchi emergenti, rispetto al 44% del 2025 e al 41% del 2024. Tra i clienti di auto elettriche BEV (Battery Electric Vehicle), la quota sale al 73%.
Quando si tratta di new brand, gli automobilisti si sentono più clienti delle concessionarie piuttosto che del costruttore (83% contro il 74% del dato complessivo). Secondo l’82% dei consumatori italiani, infine, per guadagnare credibilità un nuovo marchio deve essere rappresentato da concessionari solidi e riconosciuti.










