Lo scorso ottobre Decoded Fashion, evento internazionale che esplora le intersezioni tra fashion e digital, ha fatto tappa a Milano. Come di consueto Quintegia ha partecipato per raccogliere spunti e stimoli da un settore estremamente dinamico e caratterizzato da forti connessioni emotive (presenti Leonardo Buzzavo e Carlotta Zava).

Notevole il palinsesto dei tantissimi speaker in programma che includevano voci di brand (tra cui Gucci, Moncler, Philipp Plein), di retailer (tra cui Yoox, Zalando, La Rinascente) e di altre professionalità (tra cui Vogue, Fashion Magazine, Instagram).

Molto interessanti le dinamiche di crescente fluidità tra territorio fisico e territorio digitale in cui i brand si trovano a coordinare in modo coerente e integrato un approccio in ottica omni-canale con attenzione a tutti i touch-point.

Nel mondo fortemente digitalizzato i brand si impegnano sempre più ad agire da creatori ed editori di contenuti multimediali che possano fungere da storie a forte ingaggio emotivo, e nel contempo i social network le rendono sempre meno capaci di essere in controllo della propria presenza digitale che è ora in mano dei consumatori. In questo senso l’autenticità è diventata un elemento essenziale.

L’attenzione ai dati serve sia per colpire i clienti target ma anche per costruire dei contenuti che siano rilevanti per questi ultimi e vettori di valore. Interessanti gli spunti del CEO de La Rinascente (aggiudicatosi il titolo di migliore department store al mondo) che non parla di brand bensì di una collezione di negozi che per essere apprezzati in un mondo fortemente digitalizzato devono creare esperienze uniche ed essere collegati al palinsesto culturale della città in cui sono inseriti.