Cosa significa per lei la parità di genere?
Personalmente credo che la parità di genere, inviti a non ragionare per convenzioni, permetta a uomini e donne, indistintamente, di esprimere al meglio le proprie competenze, sviluppando il proprio potenziale, avendo ambienti più diversificati e ricchi sul lavoro.
La parità di genere smuove ogni stereotipo esistente tra uomo e donna. Molto spesso, sia a lavoro che in famiglia, la donna condivide il proprio punto di vista senza nascondere le proprie emozioni, al contrario dell’uomo, per natura più impostato e razionale. Si è arrivati al punto da non considerare ciò che la donna esprime, ma come lo esprime. La parità di genere è chiamata a declinare tale accezione, oramai obsoleta, avvalendosi di un linguaggio più sensibile, volto a riconoscere l’importanza di alcune caratteristiche che contraddistinguono l’essere femminile: l’attenzione verso gli altri, la collaborazione e percettibilità.

Secondo lei, perché è importante che le aziende accolgano la parità di genere?
Credo che per le Aziende la parità di genere sia importante, perché significa guardare al futuro e facilitare lo sviluppo, il confronto e le esperienze, al fine di ottenere maggiori risultati.
Nei contesti aziendali, la donna riesce ad esprimere un’ampia gamma di sensazioni, a moderare, mantenendo alto il controllo, compensando il carattere dell’uomo propenso all’impavidità e rigorosità. La parità di genere induce un benessere psico-fisico, garantendo uno sguardo più attento rispetto alle necessità aziendali, alimenta contesti organizzativi positivi e sereni. Una presenza equilibrata fra donne e uomini garantisce un arricchimento di idee e maggiori ricavi economici.

Ci racconti, se ha piacere, di un’esperienza positiva e/o di un’esperienza negativa che ha vissuto, o che le hanno raccontato, rispetto al tema della parità di genere.
La mia è un’esperienza positiva di parità di genere.
Sono una donna di quasi 40 anni e attualmente ricopro una posizione manageriale all’interno di un’azienda del settore Automotive.
Sono entrata in azienda nel lontano 2007, ricoprendo il ruolo di operatrice telefonica per le attività di Customer Satisfaction, in passato considerato prevalentemente femminile. Non avevo precedenti esperienze nel settore e, grazie alla formazione continua, al sistematico confronto con i colleghi di altri reparti e al costante coinvolgimento ai meeting e ai processi decisionali, ho potuto accrescere competenze tecniche e far emergere alcune soft skills che non sapevo di possedere. In questo modo e in breve tempo sono cresciuta professionalmente, diventando manager di un reparto composto da 18 risorse, donne e uomini di diverse fasce d’età; coinvolta dal reparto HR nelle fasi finali del processo di selezione, ho avuto la possibilità negli anni di condividere la scelta delle risorse più in linea con le mie aspettative e con il profilo ricercato.
Ad oggi, coordino un reparto in forte crescita, in tendenza con le esigenze di mercato, permettendo ad ogni risorsa di formarsi attraverso corsi e sessioni di aggiornamento costante, assegnati per attitudini professionali, sulla base degli ambiti di business.
Nel mio reparto prevale la capacità di lavorare in un team collaborativo, anche grazie alla flessibilità oraria dei turni, permettendo a chi ha famiglia di conciliare al meglio la vita lavorativa con quella privata. Attraverso tale organizzazione, il reparto ha rilevato up grade in termini di clima aziendale interno, di efficienza e produttività, diventando un esempio di Work-life Balance per la nostra Azienda.