Toyota, Lexus e Mercedes; poi Bmw e Seat. È la top 5 delle Case automobilistiche che meglio hanno supportato i concessionari italiani in tempo di Covid-19, secondo l’appendice dedicata alla crisi dello studio DealerSTAT svelata da Quintegia in occasione della prima puntata di Automotive Forum LIVE. Il grado di soddisfazione espresso dai dealer nei confronti dei costruttori in piena emergenza da Coronavirus è stato complessivamente sufficiente, sia nella tempestività delle contromisure (3,21 in una scala da 1 a 5 con 21 marchi promossi su 29) che nell’efficacia delle stesse, dove il dato cala a 3,03. Toyota è risultata la Casa migliore sia per tempestività (4,52) che per efficacia delle contromisure (4,25) in ordine a strumenti finanziari di sostegno e riequilibrio nella gestione economica, alla gestione del valore degli stock, alla gestione cliente da remoto, alla formazione specifica in tempo di crisi e alla comunicazione locale. A poca distanza, in entrambi i casi, si posiziona – sempre per Toyota – la sorella Lexus, con Bmw che completa il podio della tempestività e Mercedes quello dell’efficacia delle contromisure. In particolare, ben sotto la sufficienza sono risultati il supporto alla comunicazione locale e soprattutto il valore degli stock dell’usato (2,13), mentre giudizi sopra la media sono riservati al supporto finanziario (3,33), seguito dalla gestione del cliente da remoto e dalla formazione per gestire l’emergenza.

Il panel intervistato da Quintegia (1085 questionari, il 52% dei dealer italiani) e presentato in occasione del primo di una serie di video-appuntamenti dedicati all’automotive, ha poi indagato sulle previsioni delle reti di vendita relative al mercato. Il calo del fatturato 2020 sulle vendite di auto nuove, secondo i concessionari si attesterà intorno a -38%, mentre per usato e post-vendita il decremento sarà rispettivamente del 27% e 18% per un disavanzo complessivo dei dealer rispetto alle performance dell’anno precedente di oltre 14 miliardi di euro. Quanto alla ripresa, è prevista perlopiù a partire dal medio-lungo termine (da metà 2021) anche se per il 46% dei grandi concessionari (fatturato oltre 150 milioni di euro) il comportamento del cliente non sarà più lo stesso del pre-crisi.

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