Costo del denaro e inflazione in aumento, catena di approvvigionamento del cibo compromessa per il conflitto tra Russia e Ucraina, crisi degli equilibri geopolitici con la Cina in forte rallentamento, il grande problema del costo dell’energia in Europa, influenzato sia dallo stop a parte dell’import sia dalla forte spinta verso la ricerca di fonti rinnovabili. Questi sono i principali elementi che influenzano lo scenario economico e sociale europeo, determinando un mercato finanziario fortemente volatile e incerto. A disegnare questa fotografia è stata Mariangela Pira nel corso dell’ultimo Automotive Dealer Day, sottolineando però come da una situazione di crisi possano nascere diverse opportunità. Il problema del costo dell’energia, ad esempio, ha dato il via a un processo di diversificazione delle fonti energetiche che in condizioni normali avrebbe richiesto molto più tempo.

In uno scenario così incerto non è facile programmare strategie di business a lungo termine, influenzate da una moltitudine di variabili in forte oscillazione, una su tutte la previsione di crescita del PIL. Dal suo punto di osservazione privilegiato, ovvero l’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, il professor Marco Giorgino ha descritto come anche l’andamento degli indici finanziari stia vivendo una fase di fortissima oscillazione e volatilità, con un impatto degli accadimenti russo-ucraini ancor maggiore rispetto alla recente emergenza sanitaria, per il quale sarà fondamentale l’intervento delle banche centrali.

Di fronte a un contesto così complesso è necessario elaborare analisi che consentano di simulare trend negativi e pianificare soluzioni per affrontarli, ma soprattutto è d’obbligo fare scelte di investimento al passo con i trend attuali, che abbiano il giusto livello di rischio: ecco perché è importante parlare di finanza sostenibile.

Si parla di finanza sostenibile quando viene identificato un mercato dei capitali che è in grado di finanziare la trasformazione dell’attuale modello economico in un modello che contemperi non solo variabili economico-finanziarie ma anche variabili sociali, ambientali e di governance. Ma è importante sottolineare che finanza sostenibile vuol dire finanza – come dice nella sua lettera il CEO di BlackRock Larry Fink – in quanto nel lungo termine investimenti sostenibili avranno impatti finanziari reali e quantificabili. Per un investitore, quindi, guardare ai temi di sostenibilità vuol dire ottimizzare i rischi associati a un investimento, in quanto le aziende sostenibili sono meno rischiose e raggiungono delle performance migliori nel tempo. Allo stesso modo, per un imprenditore chiedere soldi al mercato proponendo temi di sostenibilità è molto più facile, basti pensare che le banche hanno inserito nei loro criteri di valutazione delle imprese anche il profilo di sostenibilità.

La crescente importanza data alla sostenibilità è in linea anche con un altro trend rilevante di questo periodo, ovvero la digitalizzazione. Il digitale sta cambiando il modo in cui le persone interagiscono con il mondo, passando dal tangibile all’intangibile, creando un contesto in cui i dati assumono un valore inestimabile.

Un’applicazione attuale di questa evoluzione verso una digitalizzazione dei servizi è il comparto fintech, termine che indica una crasi tra finanza e tecnologia digitale, ovvero non soltanto informatica. Gli ambiti che maggiormente sono e saranno impattati da questo trend sono i servizi di pagamento, la gestione del risparmio, le assicurazioni e la gestione del credito. I servizi fintech permettono un ulteriore passo in avanti perché garantiscono efficienza, velocità, trasparenza e sicurezza, a prezzi concorrenziali.

Questo è solo uno degli esempi che testimoniano quanto aziende e clienti stiano cambiando mentalità ed approccio alla vendita e al consumo, in un mondo in cui la tecnologia porta dematerializzazione, importante anche in chiave di sostenibilità. Non si deve però confondere la digitalizzazione con la spersonalizzazione, anzi accade proprio il contrario. Il digitale sta infatti riportando al centro la persona e le sue esigenze specifiche, all’interno di una realtà come quella odierna in cui persiste un dialogo continuo con chi utilizza un prodotto o un servizio, che forza a mettersi in sintonia con l’altro. Il valore economico cambia perché non dipende più solo dal prodotto ma dal processo che innesca, assumendo sempre di più una valenza sociale e quindi sostenibile.