Nei due articoli precedenti, tratti dallo studio “La mobilità elettrica: inevitabile o no? Analisi dal punto di vista dei consumatori” realizzato da Quintegia e Motus-E, si è approfondito come il prezzo di acquisto dei BEV ed il tema della batteria e dell’accesso alla ricarica influenzino le scelte d’acquisto. Ma studiando il campione dei rispondenti, come si possono classificare i vari consumatori?

Secondo quello che emerge dallo studio, è possibile individuare 6 diversi segmenti di acquirenti raggruppabili in 3 fasce (Entusiasti, Pragmatici, Scettici). Tale classificazione è stata ottenuta osservando il comportamento di acquisto dei rispondenti proiettandoli in “ipotetici showroom” di auto nuove. Ogni segmento di consumatori attribuisce diverso valore a singole caratteristiche, quindi, di fronte alla stessa offerta, opera scelte differenti. La suddivisione si è basata su attributi quali il reddito, l’età, il genere, la percorrenza media annuale, l’esperienza di auto elettriche e le attitudini verso temi come l’ambiente, l’utilizzo dell’auto, l’elettrico, i nuovi modelli di auto e la tecnologia in generale.

La prima fascia è rappresentata dagli Entusiasti: si possono suddividere in Innovatori e Pionieri facoltosi. Tutti e due i gruppi di consumatori, in fase di acquisto della loro auto attuale, hanno considerato come possibile scelta un BEV.
Gli Innovatori hanno una considerevole disponibilità economica e per la maggior parte sono uomini. Usano poco l’auto e non sono sensibili alle nuove uscite tecnologiche, ma appoggiano l’elettrificazione delle auto perché percepiscono in maniera significativa le problematiche ambientali.
I Pionieri facoltosi, al contrario, sono più giovani con uno stipendio alto e la maggior parte di loro utilizza quotidianamente l’auto per lavoro. Anch’essi sono sensibili alle questioni legate all’ambiente, anche se non si sbilanciano particolarmente sull’elettrificazione delle auto. Sono molto interessati ai modelli di nuova generazione.

Nella seconda fascia ci sono i Pragmatici. Questi rispondenti hanno una propensione importante verso la salvaguardia ambientale ed il loro comportamento di acquisto lo dimostra. Si dividono in Ambientalisti e Ambientalisti moderati. Tutti e due i gruppi hanno seriamente preso in considerazione l’acquisto di un’auto elettrica.
Gli Ambientalisti hanno un reddito importante e percorrono molti chilometri all’anno. Sono attenti all’innovazione tecnologica ed al rispetto dell’ambiente ma, tuttavia, non si sono ancora fatti un’idea precisa sull’elettrificazione dei veicoli.
Gli Ambientalisti moderati differiscono in quanto la maggioranza di essi sono donne senza impiego e quindi con un reddito basso. Rispetto agli altri, poi, sono meno attratti dalle novità tecnologiche.

Protagonisti della terza e ultima fascia sono gli Scettici, di cui fanno parte i Disinteressati e i Non accontentati. Questo gruppo, che registra un’importante concentrazione di donne, condivide la diffidenza nei confronti delle auto elettriche anche se per motivazioni completamente diverse.
I Disinteressati non sono particolarmente attenti alle tematiche di salvaguardia ambientale. Hanno un reddito nella media ed una quota rilevante di questi consumatori è in pensione.
I Non accontentati, invece, sono più giovani con un buon livello di occupazione ma con un reddito più basso. Sono attenti alla tematica ambientale e sono favorevoli alle auto elettriche, anche se il prezzo troppo alto li fa optare per le altre alimentazioni.

In sintesi, a condurre la domanda di auto elettriche è il segmento degli Entusiasti, soprattutto dagli Innovatori. I Pragmatici, guidati prima dagli Ambientalisti e poi dagli Ambientalisti moderati, quando il prezzo di acquisto si riduce, li seguono spinti da una forte sensibilità ambientale. Il comportamento degli Scettici, nei prossimi anni, sarà diverso tra Disinteressati, che arriveranno a preferire i BEV nel 2030, e Non accontentati, che aspetteranno un reale abbassamento del prezzo prima di scegliere l’elettrico.

Per trarre le conclusioni dai tre approfondimenti pubblicati fino ad oggi, si possono riassumere i risultati dell’intero studio in 4 messaggi chiave:

1. La transizione verso l’elettrico è inevitabile.
Ci si aspetta che le auto elettriche diventeranno le più richieste dai consumatori a partire dal 2025. Questa maggiore domanda dipende dalla riduzione graduale del prezzo di acquisto di un BEV rispetto a quelli attuali: si prevede che il pareggio tra le alimentazioni potrà avvenire entro il 2030 per i modelli appartenenti ai segmenti più bassi della carline.

2. I consumatori non reputano i carburanti sintetici un’alternativa convincente rispetto alle auto elettriche.
Nel migliore degli scenari, nel 2030 il TCO delle auto tradizionali alimentate da carburanti sintetici sarà il 23% più alto rispetto a quello delle auto elettriche. Anche i costi di gestione delle auto alimentate dagli e-fuels saranno maggiori e quindi i consumatori saranno portati a scegliere i BEV. Infine, oltre ad una minore convenienza economica, i carburanti sintetici sono caratterizzati da una più scarsa efficienza in termini di risorse ambientali necessarie.

3. L’infrastruttura pubblica di ricarica non limita la domanda di auto elettriche.
La rete di ricarica pubblica da sola non influenza in modo significativo la domanda di auto elettriche. Inoltre, i consumatori senza l’accesso alla ricarica a casa sono mediamente il 12% meno propensi ad acquistare un’auto elettrica, ma questo non risulta essere un problema poiché l’89% dei consumatori ha un parcheggio privato, o comunque non in strada, dove poter eventualmente ricaricare la propria auto. È evidente, però, che non avere accesso a punti di ricarica né privati né pubblici rappresenterebbe una barriera importante all’acquisto di un’auto elettrica e che l’infrastruttura di ricarica pubblica dovrebbe tenere il passo dell’aumento di quota di mercato delle auto a batteria.

4. Oggi, a parità di condizioni, l’auto elettrica rappresenta l’alimentazione preferita dai consumatori.
La maggior parte dei consumatori sceglierebbe un’auto elettrica come prima opzione se tutte le condizioni fossero uguali. *
*(Intese come prezzo di acquisto, costi di esercizio, accesso illimitato ai punti di ricarica e un’autonomia completamente in elettrico di 80 km per i PHEV e di 500 km per i BEV).