Gli ultimi 12 mesi hanno portato una rivoluzione nelle nostre vite in qualità di cittadini, di lavoratori, di automobilisti. Oltre a un impatto profondo in chiave molto pratica – ovvero spostamenti, frequentazioni, modalità di lavoro – si è generato un impatto almeno altrettanto profondo sul nostro modo di interrogarsi sulle nostre vite, sul rapporto che abbiamo con le rispettive comunità di riferimento e con l’intero pianeta. Gli stimoli a porsi nuove domande o a ricalibrare alcune domande esistenti che sono stati indotti dalla cornice pandemica si sono innestati in un binario di ragionamenti che viene più da lontano, e ci riferiamo agli interrogativi sul rapporto tra sistema economico e società, il ruolo delle aziende nelle comunità, la relazione tra filiere produttive e risorse naturali collocandosi anche in una prospettiva di futuro in cui tracciare valutazioni più approfondite su impatti ed equilibri.

Sfogliando le pagine dei principali quotidiani economici vediamo oggi come il riferimento alla componente ESG, acronimo anglosassone che sta per Environment (ambiente), Society (società) e Governance (governance delle aziende) sia diventato pervasivo. La modalità stessa di valutare le aziende in ottica di affidamenti bancari o investimenti ha incorporato questa logica che cerca di esaminare in modo approfondito quali siano i tratti chiave di ogni singola azienda su questi aspetti.
Il settore auto e della mobilità in genere, con tutti gli attori che ne fanno parte direttamente o indirettamente, si trova investito da queste dimensioni che chiamano a una riconsiderazione profonda che arriva al vertice delle aziende, fino alle corde e ai nervi più intimi dei soggetti imprenditoriali che le guidano, ove presenti.

Il fronte ambientale (E di Environment in ESG) chiama dunque a valutare bene le emissioni di gas serra o di gas inquinanti legati alla propria attività produttiva: oltre all’innovazione tecnologica sui motori ciò riguarda tutti i flussi di lavoro e mobilità connessi alla propria attività. Emergono dunque spinte a escogitare nuove modalità per ridurre il consumo di risorse naturali, magari con un uso più intelligente di dati a disposizione. Si accentuano i riflettori su una visione più ampia dei prodotti lungo l’intero ciclo di vita, che porta a progettare e condividere in modo più trasparente con i consumatori le vicende legate ad aspetti quali la destinazione di oli usati, dei rottami delle automobili, dei ricambi sostituiti, delle batterie rigenerate e così via.

Il fronte sociale (S di Society in ESG) pone alla ribalta un insieme di temi altrettanto importanti e stimolanti quali ad esempio il riequilibrio della forza lavoro in chiave di genere: come tanti altri ambiti il settore auto ha molte opportunità legate ad una riconsiderazione delle potenzialità del genere femminile in moltissime delle proprie posizioni lavorative, anche a ruoli apicali. Altro tema estremamente attuale è quello del rispetto della privacy: per un settore che ha giustamente a cuore i dati del cliente, anche al fine di poter aumentare il grado di personalizzazione delle proprie offerte e interazioni, è diventato più delicato riuscire a garantire un adeguato bilanciamento che non finisca per generare intrusioni nelle vite private delle persone con situazioni fastidiose.

Il fronte della governance (G di Governance in ESG) si snoda in altrettanti filoni di grande attualità. Si pensi ad esempio all’etica dell’azienda, che può abbracciare un vasto ambito di situazioni come la prevenzione e gestione di comportamenti fraudolenti da parte di collaboratori o concorrenti che possono generare danno per l’azienda o per il cliente. Nell’ambito della mobilità ci sono indubbiamente fronti estremamente delicati quali ad esempio quello assicurativo, fiscale, delle reali percorrenze di veicoli usati e così via che possono beneficiare di un upgrade di formalizzazione e di trasparenza in ottica di salvaguardia. Il fronte etico va inquadrato poi in ottica estesa lungo l’intera catena di approvvigionamenti e servizi, per cui l’azienda è sempre più chiamata a verificare attivamente e scrupolosamente che l’intero arco di attività a monte rispetti determinati vincoli e parametri.

RESET (qui la pagina ufficiale) è un’iniziativa di Quintegia in collaborazione con Findomestic Banca, che mira ad aumentare il grado di attenzione e consapevolezza su questi temi promuovendo comportamenti virtuosi e interazioni proficue, a partire dalla valorizzazione della già importante dimensione di responsabilità sociale, senso dell’impresa e rapporto con il territorio che hanno sempre dimostrato i concessionari auto, proiettando la sfida in una nuova cornice di elementi e di attività che è destinata a caratterizzare profondamente il business dei prossimi anni.