“La mobilità elettrica: inevitabile o no? Analisi dal punto di vista dei consumatori” è lo studio pubblicato da Quintegia e Motus-E: si tratta della più ampia indagine svolta fino ad oggi sui consumatori europei focalizzata sull’attitudine verso l’acquisto di vetture elettriche.
Nel precedente articolo è emerso come il prezzo dei BEV è la variabile che maggiormente influenza le decisioni di acquisto dei consumatori. Un altro fattore rilevante è rappresentato dalla durata della batteria: dai dati raccolti risulta che la domanda di veicoli elettrici cresce all’aumentare dell’autonomia.
La maggior parte delle auto elettriche hanno un’autonomia che varia tra 200 e 500 km, anche se le vetture di imminente arrivo alzeranno questo valore a 400-600 km. Dalle risposte raccolte dai consumatori, si osserva che una parte di questi sarebbe disposta a pagare un prezzo maggiore per auto con un’autonomia aggiuntiva. È stato calcolato, inoltre, che se il prezzo di acquisto e i costi di esercizio delle varie alimentazioni fossero uguali, la maggior parte dei consumatori acquisterebbe un’auto elettrica se l’autonomia fosse compresa tra 270 e 635 km.

Parlando di auto a zero emissioni esistono però altri due tipi di alimentazioni che potrebbero rappresentare in futuro un’alternativa alle auto elettriche: l’idrogeno e i carburanti sintetici (e-fuels).
Per quanto riguarda la prima alimentazione, dallo studio si riscontra come la domanda di auto elettriche non diminuirebbe in maniera significativa se le auto a idrogeno prendessero piede sul mercato perché, secondo i consumatori, non rappresenterebbero un’alternativa valida ai BEV a causa del prezzo superiore. Infatti, se dal 2025 venisse introdotto nel mercato un numero consistente di modelli di auto a idrogeno, si stima che questi avrebbero un sovraprezzo medio di 12.000€ rispetto ad un’auto elettrica, destinato a scendere nel 2040 a 4.800€.
La domanda di auto elettriche non diminuirebbe in maniera considerevole nemmeno se venissero introdotti nel mercato gli e-fuels, perché meno convenienti per i consumatori in termini di costi di esercizio e meno efficienti in termini di risorse ambientali.
Appurato quindi che, secondo i consumatori, l’energia elettrica è la migliore soluzione tra le alternative di alimentazione rinnovabili, è importante capire come e quanto impattano le modalità di ricarica sulle scelte di acquisto. Secondo le elaborazioni di Motus-E relative a dicembre 2021, in Italia ci sono 26.024 punti di ricarica in 13.223 infrastrutture: l’80% sono collocate su suolo pubblico e il 20% su suolo privato a uso pubblico.
La diffusione delle reti di ricarica pubblica è sicuramente un fattore importante nella scelta di acquisto di un’auto elettrica ma, come evidenziano i dati del report, da sola non influenza in modo significativo la domanda di BEV. Tuttavia, in particolare in Italia, migliorare la capillarità delle infrastrutture di ricarica potrebbe sbloccare una notevole domanda latente ed è quindi importante che lo sviluppo della rete tenga il passo con le immatricolazioni.
Se si parla di accesso alla ricarica privata, invece, i consumatori la reputano mediamente il 50% più importante rispetto all’accesso alla ricarica pubblica. È stato stimato che il 65% del campione comprerebbe un BEV sole se avesse la possibilità di ricaricarlo a casa, anche condividendo la colonnina. L’accesso alla ricarica domestica, tuttavia, non sembra essere un fattore preoccupante in quanto il 59% degli intervistati dichiara di avere già oggi la disponibilità di un parcheggio privato (garage o vialetto) e un 30% aggiuntivo dichiara di non parcheggiare l’auto in strada: questo indica che la maggior parte dei consumatori sarebbe già in grado di garantirsi un potenziale accesso ad un punto di ricarica privato.

Ipotizzando che tutti i consumatori abbiano accesso alla ricarica domestica e pubblica entro il 2030 e che quindi l’accesso alla ricarica non rappresenti più una barriera all’acquisto di un’auto elettrica, non emergono sostanziali differenze rispetto allo scenario base. In altre parole, la domanda di auto elettriche non aumenterebbe in modo significativo se tutti avessero libero accesso alla ricarica, con una crescita inferiore a 10 punti percentuali in tutti gli anni e un picco previsto tra il 2030 e il 2035. Non si nota una rilevante differenza tra i due scenari perché prima del 2030 la domanda di auto elettriche è limitata dalla differenza considerevole nel prezzo di acquisto rispetto alle altre alimentazioni, mentre dalla metà del 2030 la sostanziale parità di prezzo è percepita come più importante rispetto a qualsiasi altro svantaggio.